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La Riflessologia Olistica

dal piede alla cervicale, per arrivare alla mente, ovvero al benessere psico-fisico

Un breve aritcolo per spiegare le Tecniche Operative Riflesse ne parla il Prof Alessandro Schiasselloni, presidente dell’Università Popolare delle Tecniche Riflesse e Riflessologia, su Noene-Italia. 

Le “tecniche operative riflesse” sono molte, alcune di esse agiscono su determinate parti del corpo ed altre su tutte le parti del corpo. Tutte hanno in comune il fatto di non agire direttamente sull’organo colpito ma di intervenire indirettamente sulla zona per via riflessa, operando con stimolazioni del derma che agiscono attraverso il sistema nervoso e il sistema ormonale, cercando inoltre di inquadrare lo squilibrio (patologia – disturbo – disagio) in una visione globale della salute e della persona. Questo significa prendere in considerazione non solamente le problematiche fisiologiche ma anche psicologiche dell’individuo, in particolare l’atteggiamento che la persona ha verso se stessa e verso il mondo esterno, cercando di riarmonizzare le diverse componenti.

L’equilibrio funzionale che ne deriva è detto “OMEOSTASI”. Se anche una piccola parte del corpo non funziona correttamente, tale squilibrio, con il tempo, provocherà un disturbo che influenzerà, in maniera più o meno importante, tutto il sistema.

Nei piedi, come in ogni altro segmento omogeneo del corpo, vi sono riflessi collegati ad ogni parte del corpo stesso che, nel loro insieme, riflettono tutto l’organismo sul piano fisico e la persona sul piano psichico. Il riflessologo deve considerare se stesso come uno strumento di un processo evolutivo: la guarigione avverrà nel corpo del paziente attraverso le sue proprie risorse interne e la sua evoluzione esistenziale. Compito del riflessologo è attivare tali risorse interne e di mettere il corpo in una condizione di esprimersi in maniera migliore, facilitando ed accompagnando il cambiamento e la presa di coscienza del conflitto. Il protagonista della guarigione è sempre il paziente, on la sua voglia di cambiare. Educare le persone a essere responsabili di se stessi è il primo compito per un riflessologo come di qualunque operatore della salute.

Fonte – Noene-Italia.com

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